Dieta: Domande Frequenti

Stai iniziando una dieta? Ecco le risposte alle domande più frequenti relative alle diete dimagranti.
Come si può calmare la sensazione di fame che insorge quando si segue una dieta rigida?
Osservando una dieta per parecchie settimane si finisce per abituarsi alla nuova alimentazione ipocalorica; sarà quindi sufficiente imporsi di resistere per le prime settimane, per accorgersi poi che la fame non si avverte più.

Un dimagrimento troppo rapido ed eccessivo può veramente danneggiare in modo irreparabile l’organismo?
Sì. senza dubbio.

L’osservanza di una dieta rigida può dar origine a uno stato di nervosismo?
Soltanto nel caso in cui il dover mangiare meno di quanto si desidererebbe
venga considerato come una frustrazione.

Che valore hanno le diete elaborate secondo uno schema che volutamente esclude il computo delle calorie?
Tutte le diete dimagranti devono tener conto della quantità di calorie complessivamente introdotte con l’alimentazione. E infatti possibile dimagrire anche mangiando cibi costituiti esclusivamente di sostanze grasse (lipidi) , purchè il numero complessivo delle calorie cosi assunte risulti inferiore al fabbisogno dell’organismo: per contro, una dieta povera di lipidi, ma che fornisca una quantità di calorie eccedente il fabbisogno individuale, porta inevitabilmente a un aumento di peso.

È normale che certe persone soffrano di stitichezza quando seguono una dieta dimagrante?
Si tratta di un fenomeno occasionale, provocato dal fatto che la quantità complessiva di cibo è stata più o meno fortemente ridotta. In simili casi è opportuno rivolgersi al medico per farsi prescrivere le misure più idonee a riequilibrare e stimolare l’evacuazione dell’intestino.

Le vitamine possono accrescere l’appetito?
No.

Vi è correlazione tra durata della vita e obesità?
Sì, senza dubbio. Le statistiche al riguardo dimostrano che la durata dell’ esistenza diminuisce in misura direttamente proporzionale al grado di obesità; in altri termini, quanto più si è grassi, tanto più breve è la durata probabile di sopravivenza.

Gli stati emotivi influiscono in qualche modo sul peso di un individuo?
Sì; le persone che sono sottoposte a violente tensioni e a stress emotivi hanno infatti abitudini dietetiche assai discontinue, per cui mangiano ora eccessivamente, ora troppo poco.

Vi è correlazione tra obesità e malattie cardiovascolari?
Sì; è infatti statisticamente dimostrato che l’incidenza di ipertensione, coronaropatie e ictus è maggiore nelle persone obese e abituate a un’alimentazione ricca di lipidi.

I massaggi, le terapie con le apparecchiature cosiddette dimagranti, i bagni di vario tipo ecc. contribuiscono al dimagrimento?
In realtà, non influiscono minimamente sulla perdita di peso; hanno però un
notevole valore a livello psicologico, mantenendo in chi applica questi sistemi una generale volontà di dimagrire.

Lo smettere di fumare comporta realmente una maggiore facilità ad aumentare di peso?
In genere, sì; anzitutto perché il fumo provoca spesso una diminuzione dell’appetito; in secondo luogo perché molte persone, per vincere lo stimolo a fumare ricorrono a “sostituti” quali caramelle o altri dolciumi.

L’incidenza del diabete è maggiore nelle persone obese?
Sì.

Il consumo di alcolici può provocare l’obesità?
Sì le bevande alcoliche, infatti, contengono in media circa 100 calorie per bicchiere e inoltre hanno un effetto stimolante sull’appetito. A volte il dimagrimento si ottiene semplicemente abolendo le bevande alcoliche.

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